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GLI ABITANTI DELLE GROTTE

Da tempo immemorabile e sino a tutto il XVIII secolo era largamente diffusa la credenza che le grotte fossero il regno del demonio, delle streghe e di draghi feroci pronti a divorare gli incanti che avessero osato addentrarvi.
Anche la presenza dei pipistrelli, stimati come esseri diabolici, aumentava la paura del buio e faceva si che intorno alle grotte aleggiassero leggende e storie terrificanti.
Dall’inizio del XIX secolo le credenze popolari hanno lasciato il posto a studi razionali seri e le grotte non sono state più viste come il regno del male, ma una parte della terra da studiare sotto vari aspetti.
Le ricerche speleo-archeologiche condotte nelle grotte di Sadali hanno portato alla conoscenza di tre diverse fasi abitative: durante la Cultura di Ozieri, quella di Abelzu e quella di Monte Claro databili alla metà del III e gli inizi del II millennio a.C.
Nelle grotte sono stati ritrovato cocci di vasi situliformi, di tazze di ciotole, della cultura di Monte Claro, e Olle della cultura di Ozieri, resti di pasti del “Prolagus e Cervo Sardo”, anche fossili di “Prolagus e Gasteropodi”.
Per quanto concerne la fauna che vi dimora, essa e influenzata dalle seguenti condizione ambientali:

  • oscurità,
  • temperatura costante,
  • umidità relativa relativamente alta,
  • stato di agitazione dell’aria quasi nullo,
  • povertà di risorse alimentari.

Queste condizioni hanno fatto sì che gli occhi possono essere ridotti o ricoperti da un tegumento o mancare del tutto; il rivestimento corporeo può andare incontro a pigmentazioni parziali o totali; gli arti e le antenne possono subire allungamenti più o meno vistosi.
Il popolo cavernicolo e fortemente eterogeneo non solo dal punto di vista sistematico, essendovi rappresentati quasi tutti i gruppi animali, ma anche di quello tipologico attinente al grado di specializzazione raggiunto dai vari componenti, dato che accanto a forme del tutto identiche a quelle epigee vi si trovano, con una graduazione intermedia, quelle estremamente specializzate.
Come nel caso dei fossili viventi, che sono ormai le uniche forme rappresentate del loro ordine, senza più stretto parente in superficie.
Gli animali cavernicoli presenti nelle grotte vengono inquadrati nelle seguenti categorie. Eucavernicoli divisi in:

  • Troglobi ( trògle = caverna e bios = vita ), specie strettamente legate all’ambiente cavernicolo. Etroglòfili (eù = bene, trògle = caverna, e philos = amante), specie che pur potendo vivere
  • Etroglòfili (eù = bene, trògle = caverna, e philos = amante), specie che pur potendo vivere nell’ambiente esterno (epogeo) prediligono quello interno (ipogeo) ove si riproducono.

Subcavernicoli
Questi, pur popolando l’ambiente interno non presentano adattamenti alle sue peculiari condizioni fisiche, si dividono in:

  • Subtroglòfili (sub = sotto trògle = caverna e philos = amante), che non possono compiere nelle grotte l’intero ciclo vitale.
  • Troglòsseni (trògle = caverna ksènos = straniero, estraneo), che entrano nelle caverne per cause accidentali e vi si adattano, pur senza mutare gli organi.

LA FAUNA CAVERNICOLA
Qualche nome:

  • Ovobathysciola Gestroi coleottero (tròglobio)
  • Speneomus Batinoscelis Lostai. coleottero (tròglobio)
  • Speleomantes Imperialis, anfibi (salamandra eutroglòfila)
  • RYNOLOFHUS FERRUMEQUINUM, chirotteri (Pipistrello comune) specie subtroglòfila
  • AUTOGRAPHA GAMMA, Lepidotteri, farfalla notturna (troglòssena)